Il segreto più sorprendente non è a Roma né a Firenze: si trova in Laguna e sta per cambiare tutto

San Giacomo in Paludo. Il Grand Canyon più intrigante non è in Arizona né in Cappadocia: si trova in Italia e nasconde segreti secolari Un nome che pochi conoscono, ma che racconta una storia lunga quasi mille anni. Sospesa tra terra e acqua, quest’isola della laguna nord di Venezia è stata un monastero, un lazzaretto, una postazione militare. Oggi, dopo decenni di abbandono e vandalismo, sta per rinascere come uno dei progetti culturali più innovativi della città. Ma cosa rende questa piccola isola di appena un ettaro così speciale?

La sua storia inizia nel 1046, quando un’area paludosa viene trasformata in un luogo di accoglienza per pellegrini e viandanti. Nei secoli successivi, l’isola ha cambiato pelle più volte, riflettendo le turbolenze storiche che hanno attraversato Venezia. Durante la peste del 1456, diventa un lazzaretto, mentre nel XIX secolo si trasforma in una postazione militare, prima sotto il controllo degli Austriaci e poi del Regno d’Italia. Questa vocazione bellica dura fino al 1961, quando l’isola viene abbandonata e lasciata al degrado.

Un’isola dimenticata, dunque, dimenticata tra le barene e le correnti salmastre della laguna, un luogo di cui pochi parlavano e che nessuno visitava. Eppure, nasconde un potenziale inaspettato. Acquistata nel 2020 da Agostino Re Rebaudengo, presidente di Asja, azienda che si occupa di energie rinnovabili, l’isola è pronta a trasformarsi in un hub culturale e ambientale. Quali sorprese ci riserva questo progetto?

Mostre ed esposizioni, attività di ricerca botanica, sostenibilità ambientale e energie alternative. San Giacomo in Paludo diventerà un punto di riferimento per artisti e ricercatori di tutto il mondo. La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, presieduta da Patrizia Sandretto, si occuperà delle attività culturali, trasformando l’isola in uno spazio dedicato all’arte contemporanea e alla ricerca.

Ma non è solo un progetto per pochi. L’isola manterrà una fruizione pubblica, offrendo ai visitatori la possibilità di esplorare un parco pubblico urbano lagunare, con foreste commestibili, orti, frutteti, e spazi di biodiversità. Una gestione familiare che si apre al mondo, in un dialogo continuo tra natura e cultura.

Come raggiungere questo paradiso segreto?

Actv fornirà una linea di trasporto pubblico che collega l’isola con il resto della laguna, permettendo a chiunque di scoprire questo angolo di Venezia sospeso tra passato e futuro. Il viaggio in vaporetto diventa così un’esperienza di per sé, un’occasione per allontanarsi dalla frenesia della città e immergersi nella tranquillità della laguna.

San Giacomo in Paludo è un esempio di come luoghi apparentemente marginali possano diventare protagonisti di storie di riscatto e innovazione. In un’epoca in cui le città sembrano sempre più uguali, dove il turismo di massa rischia di appiattire le differenze, l’isola rappresenta una visione alternativa. Un luogo in cui l’arte, la ricerca e la natura possono convivere e arricchirsi a vicenda.

In fondo, San Giacomo in Paludo ci insegna che il cambiamento è possibile anche nei contesti più difficili. Basta uno sguardo diverso, un progetto ambizioso e la volontà di trasformare l’ordinario in straordinario. E voi, siete pronti a scoprire il segreto di questa isola?

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